LA BELLEZZA DI UN CALENDARIO E LA LIBERTA’ DI FARLO – 29

SCRITTO DA LUPETTO

PREMESSA: Siccome mi è stato chiesto da una persona se sono contrario o favorevole al calendario di Maddalena, voglio esprimermi in modo più chiaro qui.

GIUSTO O SBAGLIATO FARE IL CALENDARIO: non credo sia sensato schierarsi pro o contro un calendario.

Non sono ne contro né pro il calendario, ma favorevole alla libertà.

La liberta di una ragazza bella e che lavora nel mondo dello spettacolo  di fare  le sue scelte professionali (infatti di questo si tratta: lavoro) come un calendario, un programma un film ecc. senza che ci si ponga minimamente il problema se sia giusto o sbagliato, e tantomeno criticabile dal punto di vista morale come i soliti benpensanti provano a fare, per il solo gusto di dar aria alla bocca o consumare inchiostro.

I calendari sono un prodotto un po’ come i salumi, perciò nessuno si sognerebbe di discutere sul fatto che Pino di Modena taglia o meno la mortadella al supermercato, piuttosto che fare il barista.

IL PRODOTTO CALENDARIO E’ BUONO? questo potrebbe essere il vero nocciolo della questione. A vedere dall’entusiasmo con cui è stata accolta la notizia  e dopo il nostro sondaggio nel blog, si può dire che un 85% dei fans è felicissimo, un 5% indifferente o indeciso, mentre un 10 % trova la scelta per lo meno incoerente.

Questo riguarda lo specifico caso del calendario di Maddalena. Ma in genere i calendari sono abbastanza graditi e acquistati, quindi nessuno può negare che siano dei prodotti. Si tratta di capire se sono dei prodotti di qualità superiore paragonabili a fatti artistici. 

ARTE O PSEUDO ARTISTICITA’ DEI CALENDARI qualcuno ironizza sul fatto che le dirette interessate le cosidette "calendive" per giustificare la loro scelta di posare nude tirino sempre in ballo il tenore artistico e per nulla volgare delle loro foto. Credo sia qui l’errore di comunicazione. Entrare nel merito dell’artisticità di una immagine poi va a toccare la sfera del soggettivo e del senso comune del pudore; si finisce in un campo minato che si presta a discussioni senza fine. 

Accadeva la stessa cosa in passato anche per altre dive e altri ritrattisti, al tempo di Manet, le calendive erano celebri ballerine poco più che prostitute di lusso, i fotografi erano i più bravi e accorti pittori emergenti i quali venivano banditi dai circuiti accademici perché "osavano ritrarre" le loro compagne licenziose, come veneri nude ma con una raffigurazione così personalizzata che creava imbarazzo; nulla avevano a che fare con le veneri idealizzate del Botticelli o del Tiziano.

La personalizzazione o il riconoscimento di identità in una immagine ha sempre disturbato e suscitato qualche disorientamento, se si pensa a come venne criticato il Caravaggio per avere usato soggetti della strada per le sue composizioni sacre fatte di santi e madonne prelevati dalla plebe e ritratti con una fedeltà realistica esasperata.

La sfida dovrebbe essere questa: riuscire a fare calendari belli. Ma non sempre ci si riesce, delle piccole immagini di anteprima del calendario che ho avuto modo di vedere, tranne una, le trovo molto eleganti; quella a gambe aperte sulla sedia a dondolo, non la trovo originale, ma ripeto ci inoltreremmo solo in discussioni infinite su parametri del tutto soggettivi che riguardano la qualità.

Quindi il suggerimento che posso dare è per i fans  quello di godersi queste immagini per ciò che sono; mentre anche alle femminucce che hanno criticato di più la scelta di Maddalena, non devono dimenticare che queste sono solo foto, che spesso vengono pure rittoccate al computer per dare l’effetto di una immagine quasi onirica di donne bellissime e idealizzate, che per questo si avvicinano ai sogni di chi le guarda.

Perciò siamo lontanissimi dal realismo caravaggesco. Se il ragionamento che ho fatto non fa una grinza, si può dire che un calendario, ed intendo i calendari che oggi si fanno in Italia, sono così "astratti" dalla realtà per via del fotoritocco che risultano così irreali da non poter disturbare nemmeno un prete.

La scommessa di Maddy è stata proprio quella di misurarsi con questo nuovo impegno professionale, e perché no, confrontarsi un po’ anche con le tante colleghe che l’hanno preceduta, non per fare una classifica ma per vedere di dare una certa evoluzione al suo personaggio mediatico.

Tanti hanno creduto di notare un cambio di rotta in questo, addirittura alcuni parlano di passo falso o caduta di stile, ma, conoscendola, è solo un volere trovare una giusta evoluzione, un crescere, un maturare all’interno di quel percorso professionale di cui lei stessa parla nelle citazioni che i giornali hanno riportato a corredo delle anteprime del suo calendario.

Quindi Brava Maddy, sono convinto che anche in questa occasione il tuo pubblico anche a quello più scettico avrà modo di ricredersi e convincersi che in fondo hai fatto una giusta scelta, non di sola convenienza economica (come tanti affrettatamente e in modo on po’ ricorrente hanno già classificato) , ma nell’ottica di un rilancio della tua figura mediatica che tanto è stata apprezzata in passato per il tuo essere simbolo della semplicità, bellezza, simpatia ed intelligenza… e credo che continuerà ad essere così. baci LUPETTO

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