Le veline di Striscia Elisabetta Canalis
e Maddalena Corvaglia sotto la lente di
Gian Paolo Barbieri. di Nicola Oldoini
MILANO - E’ sempre, e solo, una questione
di misure. Di lunghezze d’eros perduto
e di centimetri di pelle scoperta. Di
calendari smutandati e di seni strizzati
davanti all’obiettivo. Ma papà Ricci le
ha avvertite e loro, da brave nipotine,
han fatto sì con la testolina, capendo
subito la lezione. Le veline di Striscia
Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia
, mancavano giusto loro, hanno appena
confezionato il primo calendario della
loro vita sotto l’attenta lente del fotografo
delle dive Gian Paolo Barbieri. Un’operazione
come tante, è vero, ma che questa volta
darà del filo da torcere ai più incalliti
voyeur. Si tratta infatti di un calendario
castigatissimo (che sarà in vendita dal
1° ottobre con il mensile GQ), costellato
qua e là da animaletti e animaloni imbalsamati
(pitoni metaforici, pantere allusive,
colombe della pace e via dicendo) e profumato
da poca carne messa al fuoco.
Ecco dunque la decisione delle due belle
di fare il calendario per GQ e non per
il mensile Max, che al contrario pretendeva
dalla bruna e dalla bionda una buona dose
di ciccia all’aria. Come le due desiderano
sbandierare a viva voce e all’unisono:
"Non ci siamo piegate al ricatto del nudo.
Era nostra intenzione fare un calendario
pulito, per nulla volgare. La sensualità
va bene solo se accompagnata da una buona
dose di intelligenza e di gusto. E’ stato
Antonio Ricci a darci il benestare e noi
ci siamo date, nel modo più castigato
possibile. Sarà un calendario osé, è vero,
ma per cuori teneri. E’ giusto di ieri
la notizia che anche Famiglia Cristiana
pubblicherà alcune foto, il che la dice
veramente lunga". "Il calendario una sfida?
Assolutamente no, rispondono le due. Non
è nostra intenzione copiare altre illustri
colleghe. Vogliamo restare fedeli a noi
stesse, nulla di più. Abbiamo imposto
la nostra decisione di non posare nude.
Se qualcuno ci critica, è affar suo. Il
tempo del nudo è finito da un pezzo" E
a casa, come hanno preso la notizia? Elisabetta
teme più il giudizio di papà Cesare che
non quello di Bobo Vieri: "Il mio fidanzato
ha visto gli scatti insieme a me ed è
entusiasta del risultato finale. L’importante
per lui che io non fossi del tutto nuda";
meno problemi per Maddalena che con la
mamma (e non con un fidanzato che continua
a non avere) condivide ogni decisione.
Il resto, è tutto un pregevole menu di
contorno. Qualche polemica da parte della
Canalis per il tatuaggio che ha sul braccio
destro che le è stato cancellato dalle
foto col computer (del resto riporta il
nome del cantante Eminem, come dar torto
a Barbieri); qualche polemica anche da
Andrea Monti, direttore di GQ, che così
proclama: "Il maschio italiano raramente
si mette in discussione, se non sotto
una provocazione mirata e intelligente.
Il nostro calendario voleva riproporre
lo stesso linguaggio di Striscia, un linguaggio
veloce e dai mille colori. Non rappresenta
un business, ma un nostro divertimento.
Ecco allora l’intenzione di non sbandierare
tette al vento, ma una sana sensualità
capace di passare attraverso le corde
dell’intelligenza e del pudore". E così
sia: il risultato restano comunque le
700mila copie di GQ, in vendita a lire
12mila. Se non è un business? (28 SETTEMBRE
2001, ORE 15:20) ---articolo